You can do it from your Bed

Archivio per aprile, 2010

Indole Nonsense

Che ci crediate o no ho mille bozze nel mio Pannello di Controllo del Blog, mille cose iniziate, ma che ancora non riesco a finire.
Alcune iniziate addirittura prima della partenza per la mia settimana a Roma, alcune di qualche giorno fa, fino ad arrivare all’ultima di un paio di ore fa.
Ci ho pensato a lungo a questo, chiedendomi perchè non sto riuscendo a terminare nulla. Alla fine mi ho trovato la risposta e ho deciso di pubblicarla, senza un motivo, solo perchè mi va.

Ho la testa piena di idee, ma mi manca l’ispirazione.

In conclusione l’ispirazione è la “particella di Dio” della Blogsfera. Senza di quella nulla si muove, puoi anche aver in mente il miglior pezzo del Mondo, in grado di suscitare un dibattito immenso, con trentordici miliardi di commenti, se non ti arriva quella scintilla che ti fa arrivare fino al punto in cui clicchi sul tasto “Pubblica”, è come se non avessi niente.

Penso sia così anche per i libri, per le canzoni, per ogni cosa che riguardi in qualche modo l’arte.  Riflettendoci non ho scoperto nulla di nuovo, visto che anche svariati poeti dell’antichità spendevano un paio di parole di ringraziamento verso le Muse o chi per loro.

Il caso vuole che sia passata una canzone dei Muse alla TV, il che mi ha fatto andare completamente in paranoia sulla parola Muse -pronunciata all’italica-.

Perdonate il delirio, presto si tornerà a parlare di qualcosa di più interessante.

Pensandoci, mi è arrivata l’ispirazione. Grazie Muse (scegliete voi come pronunciarlo).

Annunci

Stereotipi – Il Dotto

Nella vita si ha a che fare con le persone.
Questo è un pensiero piuttosto ovvio, apparentemente privo di profondità. Eppure è il centro di tutta la nostra esistenza, tornando alla definizione ormai ampiamente sdoganata di “animale socievole” data all’Essere Umano.

Fino a qui nessun problema. Le seccature -rotture di palle- nascono quando andiamo ad incontrare i cosiddetti Stereotipi, ovvero quelle persone che non puntano tanto ad esssere qualcosa, quanto a far vedere di essere quel qualcosa.
Alla fin fine gli Stereotipi sono una estremizzazione piuttosto antipatica del concetto di Maschera di Pirandello. Il fatto triste è che non so davvero dire se si tratti di una maschera indossata volontariamente o involontariamente.

Spesso i Professori sono tra gli esempi più calzanti. Professori delle Superiori sia chiaro, non sto parlando di quelli delle Medie -pensano di avere a che fare con bambini senza idee- o quelli dell’Università -ancora non ci ho a che fare / sono persone discretamente realizzate-.

Sì, perchè lo Stereotipo, o meglio la necessità di creare uno Stereotipo, nasce da una qualche forma di frustrazione. Di solito corrisponde ad anni buttati sullo Studio, per poi trovarsi in un’aula con una ventina di ragazzi più giovani di te e ragazze più giovani di te che non te la daranno mai.
Oppure può corrispondere ad anni buttati tra una Supplenza ed una Nomina prima di entrare di Ruolo, per poi trovarsi in un’aula con una ventina di ragazzi più giovani di te e ragazze più giovani di te che non te la daranno mai.
Nelle Professoresse può succedere la stessa cosa -non è detto a sessi opposti-, oppure può trattarsi di Pseudofemministe che soffrono di complessi di inferiorità nei confronti di Mariti che guadagnano di più.

Poi, ma sono una razza protetta dal WWF, esistono i bravi Professori. Ne ho avvistato qualcuno, ma non posso dirlo con certezza.

Fatto sta che tra i Professori la classe di Stereotipo più diffusa è una: il Dotto. Seguita a ruota dal Religioso, ma di lui parleremo un’altra volta.

Il Dotto è una persona che non solo pensa di essere maggiormente istruito e/o intelligente della media, ma deve anche enunciarlo. Anzi no, il termine più adatto è ostentarlo.
E via al citazionismo -spesso scadente- e all’autoesaltazione.
Il citazionismo è una bella pratica, io stesso ne sono un cultore. Il problema è quando ci si ritrova a che fare con persone che pensano di fare citazioni di livello, quando spesso risultano o prive di significato o prive dello spessore richiesto. Va dato merito al fatto che riescano a rendersi quasi credibili tramite il proprio tono di voce o l’enfasi data a quanto stanno dicendo.

Per certificare la propria Sapienza, il Dotto ricorre ad una curiosa tecnica. Essendo la plebaglia / scolaresca troppo poco intelligente per poter stabilire se lui sia o meno intelligente quanto dice di essere, è bene sapere che i Dotti hanno sempre avuto docenti (Liceali, Universitari e quant’altro) GENIALI.

Il mio docente di fisica era Isaac Newton

Ma è morto prima che lei nascesse..

Ti stai sbagliando.

E’ impossibile contraddire queste persone, in un modo o nell’altro -non è detto che sia credibile la modalità- riusciranno sempre ad avere l’ultima parola.  Questo perchè si verificano sostanzialmente due casi.

1) La persona stupida si lascia abbindolare.

2) La persona intelligente ci rinuncia per non perdere tempo.

Detto questo, io ci rinuncio. Agli altri la decisione se classificarmi o meno in suddetta categoria.


I’m gonna start a revolution from my bed

Il titolo del Post, del Blog, del Pensiero in sè prende liberamente spunto da un verso di una canzone piuttosto nota, anche a chi non fosse un grande erudito. In caso comunque ci sia qualcuno a cui non sovviene, vi risparmio anche il disturbo di cercare su Google: Don’t Look Back in Anger degli Oasis.

Il verso si rifa ad un evento piuttosto noto, avvenuto diversi decenni or sono – correva l’anno 1969-. Mi sto riferendo al Bed-in attuato da una delle coppie di neosposini più famose di sempre, tali John Lennon e Yoko Ono. Il termine era una voluta storpiatura di Sit-in, parola inglese utilizzata per indicare un’azione di protesta. John e Yoko, avevano infatti come intento quello di protestare contro la Guerra del Vietnam allora in corso. Non mi dilungo oltre, perchè rischierei di ricopiare testualmente da Wikipedia o qualche altro sito. Se volete farvi un’idea di cosa fosse questa iniziativa vi indirizzo io.
Curioso come la stessa canzone degli Oasis sia stata più volte quasi accusata di plagio nei confronti della nota Imagine dello stesso Lennon. Casualità? Forse.

Seppur io sia un pacifista abbastanza convinto, non è contro una particolare Guerra che ho intenzione di protestare. Ho scelto questo titolo più che altro perchè il mio tentativo di rivoluzione , o per meglio dire di ribellione, avviene da dietro un Monitor. E non nego che il più delle volte le idee su cosa scrivere mi vengono quando sono comodamente posizionato sul mio letto.

Ho provato svariate volte ad iniziare un Blog o comunque qualcosa di simile, senza tuttavia trovare mai l’ispirazione totale.
In un certo senso devo ringraziare Mario Domina, il cui Blog presto metterò nella lista qui a lato assieme a tanti altri, perchè mi ha davvero dato la spinta finale prima di impegnarmi in questo “progetto”.

Purtroppo non ho le conoscenze scolastiche ed extrascolastiche per riuscire a creare uno spazio web dello spessore pari al suo, ma cercherò in ogni modo di trasmettere qualcosa agli eventuali lettori che decideranno di passare di qua di tanto in tanto. Il mio intento sarà quello di strappare loro un sorriso, una lacrima o anche solo un’inarcata di sopracciglio.
Insomma mi interessa che qualcosa resti. E questo sia che si vada a parlare di Filosofia, di Musica, di Letteratura, di Politica o semplicemente di pensieri buttati a raffica sulla tastiera.

Non ho intenzione di dire altro per ora, sia perchè non voglio dilungarmi, sia perchè preferisco tenere alcune idee per altri post, riservandomi il lusso di enunciarle ed analizzarle meglio.

Dal Rivoluzionario, per oggi credo sia tutto. Alla prossima, sperando che ci sia davvero un pubblico.